Archiviato in: Serie 3 | Tag: 1977, 1980, 1981, 1982, 1984, 2002 Tii, 3 luglio 1975, 315, 316, 318, 318i, 320, 320i, 323i, 6 cilindri, BMW, E21, M60, restyling, Serie 3, Serie 3 E21, Serie 3 E30
Al momento dell’esordio (3 luglio 1975) erano disponibili le versioni 316 (1573cc, 90cv), 318 (1766cc, 97cv), 320 (1991cc, 109cv) e 320i (1991cc, 125cv), quest’ultima, come indicato dalla i della sigla, era alimentata a iniezione elettronica (le altre a carburatore). Le versioni 2 litri erano riconoscibili per i doppi fari anteriori circolari.
Grazie alla bella linea disegnata da Paul Bracq, all’elevata qualità costruttiva e alle prestazioni brillanti, la Serie 3 E21 ottenne un successo straordinario, nonostante l’abitabilità posteriore non eccezionale.

Dopo i primissimi mesi di produzione la E21 subì la prima modifica: venne aggiunta la famosa fascia di plastica nera alettata a raccordo delle luci posteriori (sui primi esemplari, sprovvisti di questo “addobbo” la coda dava una certa sensazione d’incompletezza). Contemporaneamente, sulle 318 e 320 a carburatore divenne possibile montare, come optional, un cambio automatico a 3 rapporti.
Per fronteggiare il “malumore” dei clienti più sportivi che rimproveravano alla 320i le prestazioni inferiori (a causa di 5cv in meno e molti kg in più di peso) a quelle della 2002 Tii, la BMW introdusse nel 1977 le versioni a 6 cilindri (M60) 320 (1990cc, alimentazione a carburatore e 122cv) e la 323i (2316cc, alimentazione a iniezione elettronica e 143cv). Queste due nuove versioni, riconoscibili per il piccolo spoiler nero anteriore, prendevano il posto delle precedenti 320 e 320i a 4 cilindri. La 323i aveva anche due terminali di scarico. A penalizzare le 2 nuove nate, che potevano essere dotate anche di servosterzo, rimaneva il cambio a soli 4 rapporti (o, alternativamente, automatico a 3 sulla 320).
Nel 1980, in occasione di un leggero restyling (spoiler anteriore nero per tutte le versioni, profili paracolpi laterali, interni rivisti), la gamma venne ristrutturata. La 316 adottò il 1766cc a carburatore (depotenziato a 90cv), mentre la 318 guadagnò l’impianto di iniezione elettronica (105cv), divenendo 318i. Invariate, restyling a parte, le 320 e 323i. Tutte le Serie 3 potevano essere finalmente equipaggiate (a richiesta) col cambio manuale a 5 marce. Nel 1981 venne presentata la 315, modello d’accesso della gamma con allestimento spartano e motore 1573cc da 75cv.
Nel 1982, con l’entrata in produzione della Serie 3 E30, vennero tolte di listino le 318i, 320 e 323i della serie E21. Continuò, invece, fino al 1984, la produzione delle versioni 315 e 316. Furono prodotte, complessivamente, 1.354.958 Serie 3 E21.

Archiviato in: Storia | Tag: 125 km/h, 1971 cc, 326, 327, 327 cabriolet, 327 coupè, 55 cv, 6 cilindri, BMW STORIA, cabriolet, calandra, coupè, doppio rene, M328
La 327 è la versione più sportiveggiante della 326da cui la stessa 327 deriva.
A differenziare la 327 dalla 326 erano le due varianti di carrozzeria disponibili: la coupé e la cabriolet. La cabriolet: le sue forme sono eleganti, più snob e meno seriose di quelle della 326, con la quale condivide molte cose a partire dal muso, caratterizzato dalla calandra a doppio rene verticale e dai tondi fari semincassati tra i due sinuosi parafanghi.
Per quanto riguardava la meccanica, la vettura era equipaggiata dallo stesso motore della 326, vale a dire il 6 cilindri in linea M328 da 1971 cc con distribuzione a valvole in testa ed alimentazione a due carburatori. Nel caso della 327, però, tale motore fu leggermente rivisto ed arrivò ad erogare 55 CV di potenza massima, contro i 50 della 326.
Per il resto, rimaneva inalterata la trasmissione, con la frizione monodisco a secco ed il cambio a 4 marce, e rimaneva immutato anche il telaio, con freni a tamburo idraulici sulle quattro ruote, avantreno a ruote indipendenti e retrotreno ad assale rigido.
La 327 raggiungeva una velocità massima di 125 km/h, contro i 115-120 km/h della 326, grazie alle lievi migliorie meccaniche.
La 327 coupè.

La 327 cabriolet.

