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serie 3 e36
giugno 25, 2009, 8:56 pm
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Alla fine del 1990 la serie 3 giunge alla terza serie, denominata E36. Si tratta di una delle serie più fortunate, che fino al 1998, data della sua uscita dal mercato in versione berlina, riscontra notevoli successi commerciali in tutte le sue versioni.

Con questo nuovo modello la casa bavarese rilancia la sfida nel segmento delle berline medie, e lo fa rinnovando completamente lo stile della serie 3. I fari anteriori non sono più inseriti in un’unica griglia ma diventano racchiusi a coppie sotto un unico proiettore; gli indicatori di direzione anteriori non si trovano più nel fascione anteriore del paraurti ma vengono affiancati ai proiettori anteriori. Il posteriore invece trova una sua nuova dimensione, con una forma che sembra racchiudere uno spoiler. Questi nuovi tratti stilistici saranno poi alla base dei rinnovati modelli degli anni successivi, come la Serie 5 E39 e la Serie 7 E38. Si tratta quindi di un modello che oltre ad aver rivestito di per sé grande importanza per BMW, è stato anche precursore del nuovo corso stilistico della casa bavarese, adottato quasi inalterato fino alla soglia degli anni 2000, all’arrivo di Chris Bangle. Restano comunque i caratteri tipici presenti nel DNA del design BMW: il doppio rene (la presa d’aria anteriore) e la linea laterale “incisa” che congiunge anteriore e posteriore. Inizialmente debutta la versione quattro porte, nelle motorizzazioni benzina 316i (1596cc – 4cil. – 102CV), 318i (1796cc – 4cil. – 116CV), 320i (1991cc – 6cil. – 150CV), 325i (2494cc – 6cil. – 192CV) e diesel 325td (2497cc – 6cil. – 115CV).

Nel 1992 è la volta della rinnovata Serie 3 in versione coupé nelle motorizzazioni 316i, 318is, 320i, 325, mentre il 1993, oltre ad essere l’anno di uscita sul mercato della nuova versione cabrio, vede la nascita di una nuova variante che va ad aggiungersi alla già nutrita gamma: la Serie 3 Compact. Con questo modello BMW lancia la sfida in primo luogo alla Volkswagen Golf, distinguendosi tuttavia per una cura maggiore degli interni, dei dettagli e delle motorizzazioni, senza ovviamente dimenticare l’unicità della trazione posteriore. Nel 1994 debutta invece la versione station wagon, la Touring. Questa fu anche la prima Serie 3 che venne sottoposta al crash test EuroNCAP da poco nato, la versione 316i non ottenne però risultati particolarmente lusinghieri, raccogliendo solo 1,5 stelle.



serie 5 e34

L’obsolescenza della precedente E28 costrinse la BMW a progettare un modello completamente nuovo, in grado di competere con la Mercedes-Benz W124, dominatrice del segmento. Nacque così la Serie 5 E34, una vettura completamente nuova, che della vecchia conservava solo il nome e, inizialmente, i motori.

Pur confermando l’impostazione tipica della marca (trazione posteriore), la E34 adottava soluzioni molto moderne: retrotreno indipendente a bracci multipli, ABS di serie su tutte le versioni e, sulle più potenti, anche controllo della trazione (denominato ASC+T). Evoluti, anche se provenienti dalla serie precedente, i motori 6 cilindri in linea, che beneficiarono di nuovi impianti di iniezione elettronica e, in alcuni casi, di incrementi di cilindrata. Al momento del lancio erano disponibili le versioni 520i (1991cc, 129cv), 525i (2494cc, 170cv), 530i (2986cc, 188cv), 535i (3430cc, 211cv) e 524td (2443cc turbodiesel da 115cv).

La bella linea, le finiture curate e l’elevata sicurezza furono le armi vincenti della E34, che ottenne grande successo. Tuttavia le versioni più diffuse in Italia, le 520i e 524td, furono oggetto di critiche per le scarse prestazioni, causate anche dalla massa elevata del veicolo. Nel 1989 la gamma venne completata con la versione a 4 cilindri 518i (1798cc, 113cv). Per far fronte alle carenze prestazionali la Casa bavarese introdusse nel 1990 due nuovi motori 6 cilindri in linea con testata a 24 valvole di 2 e 2,5 litri, destinati alle 520i 24v e 525i 24v, sostitute delle precedenti versioni a 12 valvole. Anche la 530i venne tolta di listino. Gli incrementi di potenza erano sostanziosi: da 129 a 150cv per il 2 litri (1991cc) e da 170 a 192cv per il 2,5 litri (2494cc).  Nel 1991 la 524td venne affiancata dalla 525tds, dotata di un nuovo 6 cilindri turbodiesel di 2498cc da 143cv. Nel 1992, in occasione di un leggero restyling che interessò soprattutto il frontale (doppio rene più grande, cofano modificato) e gli interni, la gamma venne rivoluzionata con l’introduzione di 2 nuovi motori V8 con fasatura variabile Vanos, della versione station wagon Touring e della trazione integrale X. I motori V8 con testata a 32 valvole, di 2996cc (218cv) e 3982cc (286cv), andavano ad equipaggiare le 530i 32v e 540i 32v, mentre la trazione integrale era riservata alle 525iX 24v (berlina e Touring). Le 518i guadagnarono 2cv (per un totale di 115), mentre i motori di 520i 24v, 525i 24v e 525tds non subirono variazioni tecniche. La station wagon era disponibile nelle stesse varianti della berlina, esclusa la 530i 24v.

Nel 1993 la 524td, lasciò il posto alla 525td, mossa dal nuovo 6 cilindri della 525tds, ma depotenziato a 115cv. Nel 1995 le E34 uscirono di listino.



bmw serie 7 e32
giugno 18, 2009, 5:29 pm
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Nel 1986 la BMW lanciò una nuova generazione di Serie 7, contraddistinta dal codice progettuale E32 ed incaricata di sostituire le ormai anziane BMW E23.
Sebbene le novità, come le sospensioni posteriori a bracci multipli, il controllo della trazione e i vari gadgets elettronici per gli interni, non mancassero (del resto la E32 era un’automobile completamente nuova), molti rimasero delusi dalla nuova ammiraglia. La linea era più snella e filante di quella del modello precedente, ma non si poteva definire appariscente nè innovativa, mentre le novità tecniche che presentava erano alla portata anche di altri modelli. Lo stesso discorso valeva per gli interni: eleganti, ben rifiniti e completi di ogni accessorio (incluso il climatizzatore automatico bizona) e automatismo (poggiatesta posteriori ad azionamento automatico e vari servomeccanismi elettrici), ma poco innovativi.

Nessuna novità, al momento del debutto, neppure per i motori, che erano i classici M30 a iniezione di 2986cc (730i) o 3430cc (735i), solo migliorati nella gestione elettronica. Entrambi abbinabili al cambio manuale a 5 marce o automatico a 4 (con tre programmi di funzionamento, una novità tecnica), i due motori conservavano all’incirca le potenze delle edizioni precedenti: 187 cv per il 3 litri (che tornava sul mercato) e 218cv per il 3,5 litri.
Considerate le vendite sottotono delle nuove Serie 7, la BMW decise di mettere in campo un propulsore in grado di dare quella personalità che mancava al modello. Alla fine del 1987 venne presentata la 750i, mossa da un motore V12 di 4988cc (ottenuto unendo due bancate del 6 in linea di 2494cc delle 325i E30) da 299cv. Disponibile sia con passo normale che con passo allungato di 10cm (750iL), la 750i, completa di ogni gadget (incluse le sospensioni pneumatiche a controllo elettronico), era, assieme alla jaguar XJ12, l’unica berlina al mondo con motore a 12 cilindri. Era disponibile solo con trasmissione automatica.
Nel 1988 venne lanciata la 735iL, con passo lungo e cambio automatico.
Nel 1992, contemporaneamente ad un moderato restyling (alcuni particolari interni ed esterni), vennero introdotti due nuovi motori V8 a 32 valvole, completamente in alluminio, di 2997 e 3982cc. Caratterizzati da una distribuzione bialbero su ogni bancata, i nuovi propulsori disponevano, rispettivamente, di 218 e 286cv.
Con il lancio delle 730i V8 e 740i V8 (quest’ultima disponibile anche in versione iL con passo allungato), venne tolta dal listino la 735i, mentre la 730i a 6 cilindri rimaneva come modello d’accesso. Tutte le E32 a 8 e 12 cilindri disponevano ora di un cambio automatico a 5 rapporti (in alternativa a quello manuale su 730i, 730i V8 e 740i V8, di serie su 740i L, 750i e 750i L).
Le BMW E32 uscirono di listino nel 1994, rimpiazzate dalle E38.




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